Petit VerdotIl piccolo gigante dei blend bordolesi che aggiunge struttura e mistero
Il Petit Verdot è l'outsider affascinante di Bordeaux, un'uva dal carattere deciso che per secoli ha giocato un ruolo di comprimario nei grandi blend del Médoc. Originario del sud-ovest della Francia, il suo nome significa letteralmente "piccolo verde", un riferimento alla sua maturazione tardiva che spesso lasciava le bacche ancora verdastre al momento della vendemmia.
Tradizionalmente utilizzato in piccole percentuali (3-8%) per aggiungere colore, tannini e note speziate ai Cabernet Sauvignon e Merlot, oggi sta vivendo una seconda giovinezza. In regioni più calde come California, Australia e Spagna riesce finalmente a maturare pienamente, rivelando tutto il suo potenziale anche come vino in purezza. È l'ingrediente segreto che trasforma un buon vino in uno straordinario.
Come riconoscere questo vitigno?
Al naso il Petit Verdot è un'esplosione di intensità: violetta fresca, more selvatiche, prugne mature e note balsamiche di eucalipto. Con l'evoluzione emergono sentori di cuoio, tabacco dolce, liquirizia e spezie orientali come cardamomo e chiodi di garofano.
In bocca è potente e strutturato, con tannini decisi ma setosi e un'acidità vibrante che dona freschezza. Il finale è lunghissimo, quasi infinito, con ritorni fruttati e speziati. Si abbina magnificamente con carni rosse alla griglia, brasati di manzo, selvaggina, formaggi stagionati e piatti ricchi come l'ossobuco. Perfetto anche con la cucina speziata medio-orientale.
La produzione di Petit Verdot nel mondo
Ecco la lista dei 5 maggiori produttori di Petit Verdot.
FranciaBordeaux
1 200 haSpagnaCastilla-La Mancha, Jumilla
1 000 haStati UnitiCalifornie (Napa Valley, Sonoma), Washington
950 haAustraliaSouth Australia, Victoria
800 haSudafricaStellenbosch, Paarl
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Scheda del vitigno
Origine
Francia










