Che vino abbinare all'aragosta?

L'aragosta arriva spaccata a metà, con la coda in vista, uno spicchio di limone e qualcosa da intingere. La carne è magra, il grasso lo mette chi cucina con burro, panna o olio. Per questo il vino si sceglie guardando la salsa più che il crostaceo.
Aragosta

L'aragosta ha una dolcezza che si nota subito, quasi zuccherina, e una consistenza soda che resta in bocca. Poi c'è il burro fuso, la panna della bisque o l'olio dell'aglio, che aggiungono grasso a una carne già ricca. Un vino troppo morbido si perde in tutto questo e dopo tre bocconi stanca.

Serve acidità, quella che fa salivare come uno spicchio di limone. Serve anche un tocco salino, che richiama il mare da cui l'aragosta arriva e ne esalta la dolcezza senza coprirla. Il legno nuovo, invece, di solito è un ostacolo, perché litiga con la delicatezza della carne.

Detto questo, le strade sono più d'una. C'è il bianco teso e minerale, quello più pieno per le salse cremose, le bollicine che puliscono la bocca a ogni boccone. Qui sotto trovi sei bottiglie, scegli in base a come arriva il piatto.

La scelta perfettaIl bianco gessoso che fa risaltare la dolcezza della carne

A Chablis il Chardonnay cresce su suoli ricchi di fossili marini, e in bocca si sente. Il Mont de Milieu ha una nota gessosa e salina, con un taglio di agrumi che ricorda il limone appena spremuto. Non c'è legno a mettersi in mezzo, quindi la dolcezza dell'aragosta resta in primo piano.

Per il burro fuso o per la bisque è la scelta più sicura. La sua tensione sgrassa il palato a ogni sorso, e il boccone dopo sembra buono come il primo.

Ottimo ancheLa risposta svizzera, con lo stesso sale del mare

La Petite Arvine del Vallese ha una freschezza che sa di pompelmo e una punta salata che fa pensare alla scogliera. Se il Chablis ti sembra troppo severo, questo è il suo cugino meno rigido. Ha anche più corpo, e regge bene la carne densa dell'aragosta.

È una buona scelta se vuoi sorprendere gli ospiti con una bottiglia che non si aspettano.

Ottimo ancheLe bollicine, perché a volte basta la festa

Una bottiglia di Champagne trasforma un pranzo in una ricorrenza. Le bollicine sono fini e restano a lungo, e l'acidità fa quello che farebbe una spremuta di limone, ma con più eleganza. Tra un boccone burroso e l'altro la bocca si ripulisce.

È l'unico vino della lista che puoi tenere sul tavolo dall'aperitivo al dolce. Chardonnay, Pinot Meunier e Pinot Noir danno insieme freschezza e un po' di carattere.

Ottimo ancheQuando la salsa è cremosa o l'aglio è generoso

Il Châteauneuf-du-Pape bianco è un'altra storia rispetto ai vini visti finora. Clairette e Roussanne danno una texture cerata, quasi di candela, e note di erbe e fiori che il Chablis non ha. Con aragosta in salsa alla panna o grigliata con burro all'aglio, questa consistenza avvolge invece di contrastare.

Attenzione, però, se la preparazione è semplice e magra, qui rischi di coprire la carne. Tienilo per i piatti più ricchi.

La scelta furbaMediterraneo e più leggero per il portafoglio

L'Alella è una zona vicino a Barcellona, a due passi dal mare, e il Xarel·lo si sente. Sa di finocchio, è salato e croccante come una galletta di riso. Costa sensibilmente meno del Chablis, e su un'aragosta semplice, bollita o grigliata, fa quasi lo stesso lavoro.

È la bottiglia da aprire anche un martedì sera, senza sentirsi in colpa.

Se vuoi strafarePer la serata in cui vuoi fare le cose in grande

Il Meursault ha nocciola e agrumi nello stesso sorso. La nocciola richiama la dolcezza e il peso della carne, gli agrumi tengono il burro a bada. È il classico abbinamento con aragosta al burro, e si capisce perché lo sia.

Rispetto agli altri bianchi, quello che aggiungi spendendo di più è la profondità. Il sapore resta in bocca molto dopo l'ultimo boccone, quasi come un secondo piatto.

Speriamo che nella nostra selezione per l'aragosta tu abbia trovato la bottiglia che cercavi. È un pasto da condividere con poche persone, quelle con cui vale la pena prendersi tutto il tempo. Quando hai scelto, stappa e brindate. Raccontaci cosa hai aperto sui social e taggaci, siamo curiosi di vedere la tua tavola.

Domande frequenti

Con l'aragosta è meglio vino bianco o rosso?

Il bianco, quasi sempre. La carne è dolce e delicata, e i tannini di un rosso la fanno sapere di metallo. Se qualcuno a tavola vuole proprio un rosso, scegli uno leggero, poco tannico e servito fresco.

Il vino cambia se l'aragosta è con burro, bisque o alla catalana?

Sì, un po'. Con burro fuso o bisque serve un bianco teso che tagli il grasso. Con salse cremose o aglio e burro alla griglia va bene un bianco più pieno e cerato, mentre per la versione semplice, bollita o alla griglia, bastano freschezza e un tocco salino.

Le bollicine vanno bene con l'aragosta?

Vanno molto bene. Le bollicine fini e l'acidità ripuliscono la bocca tra un boccone ricco e l'altro, e danno al piatto un'aria di festa. Meglio un brut secco, senza dolcezza.

A che temperatura servire il vino per l'aragosta?

I bianchi fermi stanno bene a 10-12°C, mentre le bollicine vogliono un po' più freddo, intorno a 8°C. Se il bianco è troppo freddo perde i suoi profumi, se è troppo caldo l'alcol prende il sopravvento.

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