Che vino abbinare alle costolette di agnello?

Le costolette si mangiano con le dita, ancora calde, con la crosta bruciacchiata della griglia. Cuociono in pochi minuti e la carne resta delicata, quindi un rosso troppo massiccio la spegne. Qui trovi cinque rossi che la accompagnano senza coprirla.
Costolette di agnello

Una costoletta è poca carne e molto contorno di grasso. Il grasso porta il sapore, quello un po' erbaceo e selvatico che distingue l'agnello da tutto il resto. Se il vino è piatto, la bocca si impasta. Se ha acidità e un po' di tannino, la bocca si pulisce a ogni sorso e hai voglia di mordere ancora.

Poi c'è la crosta bruciacchiata della griglia, che chiama un rosso con un po' di calore e di pepe. Le erbe aromatiche, timo e rosmarino, vanno nella stessa direzione e trovano eco in certi vini del Rhône o della Loira. La carne è tenera e si cuoce in fretta, quindi un rosso troppo massiccio la copre.

In pratica cerchi un rosso con freschezza, tannini che non graffiano e una nota di erbe o di spezie. Le cinque bottiglie qui sotto soddisfano questa idea in modi molto diversi, dal più leggero al più solenne.

La scelta perfettaIl rosso della Loira che sa di erba tagliata

Il Cabernet Franc ha un tratto che gli altri rossi non hanno. Una nota verde, di foglia e di erbe, che richiama il sapore d'erba dell'agnello invece di combatterlo. Saint-Nicolas de Bourgueil è uno dei posti dove questo carattere si sente meglio.

In bocca l'acidità è fresca e i tannini scivolano, quindi il grasso attorno all'osso sparisce a ogni sorso. Non copre la carne e non pesa. È il rosso che consigliamo di aprire per primo, se non sai da dove cominciare.

Ottimo ancheIl Rhône che profuma di cespuglio mediterraneo

Qui cambia registro. Il Vacqueyras porta frutta nera matura, pepe e quelle erbe selvatiche del sud che chiamano garrigue, le stesse del timo e del rosmarino sulle costolette. Se la carne è marinata alle erbe, il vino la riprende quasi parola per parola.

È più caldo del rosso della Loira, e questo calore regge senza fatica la crosta grigliata. Lo scegli quando vuoi un vino di sostanza, non una nota fresca.

Ottimo ancheLa Borgogna morbida per la carne più delicata

Passiamo dall'altra parte della scala. Il Mercurey, Pinot Noir della Côte Chalonnaise, ha tannini setosi e un'acidità di ciliegia rossa. Non pesa sul bicchiere e non copre la tenerezza della costoletta.

Se il Vacqueyras è il vino del grigliato forte, questo è quello della cottura più misurata e della compagnia che preferisce eleganza a potenza.

Ottimo ancheIl rosso di casa che morde il grasso

Il Gamaret è un'uva svizzera, e quello di Ginevra ha un tratto pepato e tannini fermi. È meno gentile del Mercurey e lo dico volentieri. Ma proprio per questo prende il grasso dell'agnello e lo tiene a bada, boccone dopo boccone.

Ha anche il vantaggio di raccontare un posto. Se hai ospiti curiosi di assaggiare qualcosa che non trovano ovunque, parte da qui.

Se vuoi strafareLa bottiglia da stappare quando c'è un motivo

Nella Côte-Rôtie la Syrah, qui con un tocco di Viognier, dà viola, oliva nera e pepe affumicato. È un abbinamento classico con l'agnello. I tannini sono fini e la freschezza tiene sveglio il palato, anche davanti a una costoletta ben unta.

È una bottiglia da occasione speciale, e te lo dico con una riserva. Se la griglia è molto carica di fumo, la nota affumicata del vino si somma e il rosso fatica a farsi sentire. Con una cottura più asciutta, invece, la differenza con gli altri si sente subito.

Speriamo che nella nostra selezione per le costolette di agnello tu abbia trovato la bottiglia che cercavi. È un piatto da condividere con poche persone, da prendere in mano e mangiare senza troppe cerimonie. Quando il piatto arriva in tavola, il vino è già nei bicchieri e la serata può cominciare. Raccontaci la tua scelta sui social e taggaci, ci fa piacere vedere cosa hai aperto.

Domande frequenti

Meglio vino rosso o bianco con le costolette di agnello?

Il rosso, quasi sempre. Il grasso e il sapore deciso dell'agnello hanno bisogno di tannini e di un po' di struttura, che un bianco leggero non ha. Un rosso fresco e poco tannico va benissimo se non vuoi qualcosa di pesante.

Che uva scegliere per l'agnello alla griglia con rosmarino?

Punta su vini con note di erbe e pepe, come Cabernet Franc, Syrah o un assemblaggio di Grenache, Mourvèdre e Syrah. Le erbe del piatto trovano un'eco nel bicchiere, e il calore del rosso regge bene il bruciacchiato della griglia.

Posso servire un bianco se un ospite non beve rosso?

Sì, scegli un bianco con corpo e una buona freschezza, che non si faccia schiacciare dal grasso. Evita i bianchi molto leggeri e delicati, perderebbero subito. Servilo non troppo freddo, intorno a 10-12°C.

Con le costolette d'agnello sta meglio un rosso leggero o uno strutturato?

Dipende dal piatto. Se le costolette sono semplici e delicate, un rosso fresco e leggero come un Pinot Noir lascia parlare la carne. Se sono ben grigliate e ricche di erbe, un rosso più caldo e speziato regge meglio il carattere.

Esiste un vino svizzero da abbinare all'agnello?

Sì, il Gamaret di Ginevra è una buona scelta. È un rosso pepato, con tannini marcati che tengono testa al grasso della carne, e porta in tavola un prodotto del territorio.

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